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Brexit – Slitta al 2019 – Ma la verità è un’altra!

In questi giorni, fonti citate in molti quotidiani sia Inglesi che Italiani, riportano che la richiesta formale di uscita dalla Unione Europea della Gran Bretagna potrebbe slittare al 2019.
Il 24 giugno doveva essere l’alba del Regno Unito indipendente e, invece, sembrerebbe niente di tutto questo.
Quando si diceva che il governo di Londra e l’Europa non fossero pronti a gestire le complicazioni della Brexit si pensava bene.
A Parigi si vota a primavera, a Berlino in autunno e Londra non ne vuol sapere di pagare 11,3 miliardi come contributo al bilancio comunitario.
Nel governo May i due ministri impegnati in prima fila per la Brexit, David Davis e Liam Fox, non hanno trovato nemmeno il 10% dei collaboratori necessari a gestire l’operazione.
Qualcuno sarcasticamente e acutamente aveva osservato: “i sostenitori della Brexit non avevano e non hanno un piano per gestire la vittoria”.

La Brexit vista da USA e Commonwealth.

Le discussioni storiche, linguistiche e culturali che sembravano legare la Gran Bretagna ai cugini americani e alle vecchie colonie del Commonwealth, oggi, dopo diversi anni, sono semplici ricordi folcloristici rispetto al fatto che il continente Europa ha intessuto con la Gran Bretagna forti legami. Il canale della manica non è più un confine marittimo insuperabile rispetto alla grande tela continentale.
Questi paesi vedono la Brexit piuttosto come un grosso schiaffo alla democrazia britannica, sintomatico di mancanza della vitamina politica e di riposizionamento verso derive radicali.

Il fallimento della spinta ideologica.

Il livello incredibile di impreparazione dei sostenitori della Brexit ha portato ha porre immediatamente rimedio con la nomina di qualcuno che fosse in grado di assumersi la responsabilità morale di una vittoria inaspettata. Theresa May non era certo tra gli attivisti, ma è stata nominata come primo ministro per gestire il risultato di un referendum a cui non aveva mai attivamente partecipato.
Ma forse anche questo è stato previsto.
Prende sempre più piede la corrente di pensiero che la spinta ideologica di far diventare la Gran Bretagna, un centro di commercio mondiale, slegata dai regolamenti e dai mille fili della Comunità Europea non poteva essere da tutti compresa e poteva sembrare una fantasia slegata dalla realtà.
Per questo motivo è stato fatto un patto con i populisti anti-immigrazione perché era un tema che colpiva la massa e poteva essere usato per uscire dall’Europa.

Vinto il referendum tutti, ovviamente, negano tutto perché sarebbe una vergogna.

Il resto dell’Europa vede il gesto come uno spasmo di nazionalismo ostile e ci sta che tutti lo credano, ma in realtà l’obiettivo rimane il dominio del commercio mondiale. Ma questo obiettivo sembra di difficile attuazione visto quello che pensa il resto del mondo Stati Uniti in testa.
Liam Fox e Boris Johnson litigano su chi dovrebbe essere responsabile del jetset del commercio e della diplomazia internazionale, altro che immigrazione, cercando di sedersi nella Business Class.
Il risultato è che al momento non sembrerebbe esserci un accordo migliore di quello già esistente con la Comunità Europea né ci sono accordi con il resto del mondo che semmai qualcuno non se fosse accorto, non sono più indigeni.

Gli impegni Continentali.

In un mondo tutto impegnato nelle sfide continentali, terrorismo, Isis, sicurezza energetica, espansione territoriale dei paesi emergenti, nessuno ha molto interesse a concentrarsi nel privilegiare rapporti commerciali di esclusiva con la Gran Bretagna.
Il mondo richiede semmai collaborazione alla Gran Bretagna e vuole un partner onesto su cui confidare nelle sfide internazionali.
Quando la Gran Bretagna potrà presentare un programma così ampio e ricco di contenuti importanti potrà recuperare la credibilità perduta.
In conclusione il problema dell’immigrazione, oggi più di ieri, sembra un adescamento per gli euroscettici ma i veri obiettivi erano altri.
Se tanto è vero i nostri amici italiani in Gran Bretagna hanno una ragione in più per essere sempre più tranquilli.
Gli immigrati non sono il problema ma solo l’esca.

Avv. Matteo Tarricone – avvocatotarriconelondra.com – Together More.