Brexit : saranno gli italiani un problema per il Regno Unito?

Theresa May nel suo ultimo discorso ha voluto chiarire, a quanti speravano che il Regno Unito potesse rimanere in Europa, che questa non è un’opzione possibile avendo testualmente affermato: “poco più di sei mesi fa gli Inglesi hanno votato per il cambiamento e questo cambiamento non può essere negato”.

Il Primo ministro non ha fatto un discorso nostalgico parlando dei valori storici, delle alleanze e dei rischi che correrebbe il paese lasciando l’Unione.

Al contrario, Theresa, nel proprio ragionamento, ha ostentato un puro ottimismo ponendo in evidenza la forza economica del Regno Unito, le nuove prospettive commerciali e la sicurezza di concludere un accordo con la UE che possa comunque lasciare soddisfatti gli Inglesi.

La May è convinta, a giusta ragione, che la gente ha votato per la Brexit principalmente per controllare il fenomeno della immigrazione nella EU.

Questo sta a significare che la Gran Bretagna vuole lasciare l’Unione Europea principalmente per limitare fortemente la circolazione dei lavoratori anche Europei. Il Primo Ministro è perfettamente cosciente dell’importanza dell’apporto, in termini sia di risorse umane che economiche, dei lavoratori europei in UK. Allo stesso modo, il Primo Ministro, non può neppure ignorare che il vincolo europeo che prevede la libera circolazione delle persone, delle merci e dei capitali è un pacchetto unico ed inscindibile.

Non si possono far circolare liberamente le merci e i capitali ma non altrettanto liberamente le persone.

Dal punto di vista strettamente politico, in UK, c’è da considerare che nel partito conservatore la maggioranza è antieuropeista. E’ pacifico, allora, che la May teme per la sua premiership. Non possiamo dimenticare che i precedenti tre primi ministri sono caduti proprio sulla questione europea e Theresa non vorrebbe essere il quarto.

A tanto si aggiunge che, Theresa, nell’ultima parte del suo discorso, ha dato in qualche modo ad intendere che gli europei non sono tutti uguali quindi non tutti possono considerarsi come alleati alla pari.

La domanda che sorge spontanea a questo punto è: gli inglesi che tipo di gradimento hanno degli italiani in UK? La risposta a questa domanda è evidente non è facile e si potrà dare solo quando sarà stipulata la definitiva convenzione tra La Gran Bretagna e l’Unione Europea. Sino ad allora nulla potrà essere cambiato.
Però è indubbio che la notizia genera non poche preoccupazioni per i nostri connazionali residenti in UK atteso l’alto flusso migratorio di giovani italiani che lavorano oltremanica.

Il nostro paese nel contesto internazionale è debole e ha poca forza rappresentativa; quando dice la sua non lo ascolta nessuno.

Non ci rassicura a riguardo i brevi cenni che la May ha fatto nel proprio discorso a favore e a sostegno delle diversità e delle diverse culture presenti in UK.
Di contro, la May, ha certamente rafforzato la sua immagine nell’attuale scenario politico del suo paese.

Non sappiamo quanto i suoi ragionamenti incideranno nei compromessi che si accinge a stipulare con l’Unione Europea.

Passato il Natale si avvicina il Carnevale. Speriamo che il Primo Ministro non ci riservi qualche sorpresa. Scopriremo presto se il suo è un bluff per accontentare certe derive eurofobiche oppure sta facendo seriamente.

Avv. Matteo Tarricone – avvocatotarriconelondra – Together More.