Brexit. Atto Ostile, Bruxelles presenta la fattura a Londra.  

Bruxelles vuole presentare un conto che Londra non vuole pagare. Se La UE inizia il recupero crediti Londra lo interpreterà come un atto ostile.

Si riporta un articolo da poco editato da Il Sole 24 Ore.

A ipotizzare le conseguenze più traumatiche del fallimento negoziale anglo-europeo sulla Brexit sono i Lords, quella stessa Camera Alta che nei giorni scorsi ha emendato la legge che sancirà il recesso, rimandandola ai Comuni per una nuova lettura. La sottocommissione finanze dei Pari del Regno ha concluso che il prezzo del divorzio a carico di Londra potrebbe essere a saldo zero, anche se questo implicherebbe la conseguente rottura di relazioni che il Regno Unito ha grande interesse a mantenere.

Il punto sollevato dai Lords è semplice:

in caso di uscita dall’Unione non ci sono obblighi di legge specifici che inchiodano il governo a far fronte agli impegni presi per il futuro. «Il Regno Unito ha un argomento giuridico solido per sottrarsi alla partecipazione al bilancio Ue» hanno commentato i parlamentari nel rapporto diffuso ieri. E il contrasto potrebbe estendersi anche alla scelta del foro giuridico deputato a dirimere l’eventuale querelle, qualora lo “strappo” fosse tale lacerare del tutto le relazioni Londra-Bruxelles.

Il principio è condiviso da Downing street. Il governo di Londra, infatti, da sempre sostiene che interpreterà come un atto ostile l’eventuale presentazione del “conto” da parte di Bruxelles all’avvio delle trattative. La replica dei partner alla tesi dei Lords, invece, si può riassumere con il commento che l’eurodeputata tedesca Ingeborg Grassle ha dato al Guardian. «Hanno piantato il pugnale sul tavolo». Come dire: già volano gli stracci.

In realtà la volontà della Commissione è stata riassunta da tempo,

dal capo negoziatore Michel Barnier. Le pendenze di bilancio a carico di Londra in vista del recesso oscillano fra i 20 e i 70 miliardi di euro, con la forbice 50-60 miliardi considerata, da Bruxelles, più realistica. Londra teme che il primo capitolo sul tavolo della trattativa sia proprio quello economico, per questo lancia messaggi a ripetizione per scavare trincee tattiche e negoziali. Secondo le voci che rimbalzano oltre la Manica, tuttavia, Michel Barnier – nell’interpretazione britannica, lo ripetiamo – non vorrebbe stringere la mano al ministro per la Brexit David Davis, sua controparte, sventolando una fattura già compilata.

L’idea che si fa largo a Londra è che la Commissione intenda definire prima i capitoli di spesa a carico del Regno Unito per riempirli, in un secondo momento, dei numeri conseguenti.

Non è una partita semplice perché riguarda tutti i capitoli del Budget Ue travolgendo anche il destino previdenziale dei dipendenti britannici delle istituzioni europee e la partecipazione a programmi specifici, da Erasmus ai progetti di ricerca per le università. In altre parole un conto che Londra vuole modulare al ritmo della sua futura condivisione di pezzi d’Europa. In altre parole si dicono disposti a pagare per tutto quanto li vedrà ancora partecipi.

I partner hanno da sempre una visione diversa:

Londra s’è impegnata a contribuire al bilancio e quegli impegni li deve rispettare. Tesi che i Lords contestano, pur essendo consapevoli che andarsene senza pagare equivale ad innescare l’opzione nucleare. Non conviene ai britannici e, seppure in misura infinitamente minore, nemmeno ai Ventisette.

Bruxelles: GB dovrà onorare impegni finanziari

Intanto da Bruxelles arriva una replica allo studio dei Lord britannici. «Durante la sua appartenenza all’Ue, la Gran Bretagna ha assunto, e assumerà, impegni finanziari. Dovranno essere onorati in pieno. Questo sarà un elemento essenziale dei negoziati per una separazione ordinata», dichiara un portavoce della Commissione europea ribadendo la posizione dell’esecutivo comunitario.

Fonte : Il Sole 24 ore.

Londra 04 marzo 2017.

Avv. Matteo Tarricone – avvocatotarriconelondra.com – Together More –

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