L’Europa, i nostri ragazzi e il clima attuale.

L’Europa Theresa May, nei primi di Marzo, alle soglie della primavera, si prepara a consegnare l’atto di “divorzio” alla all’Unione Europea. E’ prossimo il completamento dell’iter parlamentare come richiesto dalla Suprema Corte Inglese.

L’Europa attende di ricevere una comunicazione dal Governo Inglese per valutare, replicare e formulare una controproposta e dare il via alle trattative.

Intanto la  Merkel prepara con con i 28, anzi con i 27, paesi dell’Unione i festeggiamenti del 25 marzo per i 60 anni della fondazione dell’Europa Unita.

La May, dal canto suo, ha fatto sapere che non parteciperà “alla festa” ritenendo la sua presenza fuori luogo. Forse ha ragione!

In mezzo a tutto questo vagano confusi i cittadini Europei tra i quali molti Italiani sparsi un po’ in tutta l’Europa.

In UK, come sappiamo, sono particolarmente numerosi.

L’attesa è lunga, ci vorranno almeno due anni, ed ognuno secondo la propria predisposizione caratteriale, dinanzi all’incertezza del futuro, ha la propria reazione emotiva.

Da quello che mi scrivono cosa rilevo?

C’è chi fondamentalmente è un ottimista. La Brexit non cambierà nulla anzi invero ci potrebbero essere dei miglioramenti se consideriamo quella corrente di pensiero che vede i paesi fondatori dell’Unione vantare un diritto di privilegio nelle trattative.

Altri più fatalisti attendono lo sviluppo degli eventi sperando nell’esito di una contrattazione non troppo afflittiva per i residenti in UK sperando che il criterio di reciprocità, degli inglesi residenti in Europa, faccia da contrappeso ai rispettivi interessi.

Per i catastrofici lo schianto di un asteroide farebbe meno paura.

Sono alimentati dal un panico latente e sono terrorizzati dall’idea di un rientro forzoso in Italia. La May, di suo, minaccia di stabilire rigide quote di ingresso e c’è chi teme di non entrare in graduatoria.

Poi ci sono tutti coloro che in Uk non ci sono ma vorrebbero venire.

Chiedono se è sufficiente il passaporto o ci vuole il permesso di soggiorno.

In ultimo ci sono coloro che vogliono rientrare per mettere a frutto in patria la propria esperienza lavorativa o perché, fatti quattro conti, vivere a Londra gli ha resi più poveri di quando erano partiti.

Tutti comunque, perché non si sa mai, hanno premura di istruire la propria pratica per assicurarsi di avere le carte in regola e dimostrare che in UK, loro, ci sono sempre “stabilmente” stati.

A tutte queste macro categorie si aggiungono vari soggetti con situazioni personali diverse.

Sposati con cittadini Inglesi, non sposati ma in procinto di sposarsi, cittadini extracomunitari con permesso UE con figli nati in UK, cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno in Italia ma che vogliono andare in Uk e chi più ne ha più ne metta.

Come ufficio legale ricevo molte richieste che possono riassumersi in una sola domanda: “io mi salverò?”.

E chi lo sà!

Nell’attesa che si diradi la fitta nebbia Londinese, nel mondo si alzano muri, si costruiscono trincee, si ergono barriere, si stendono matasse di filo spinato e si chiudono le frontiere.  Il diverso fa paura e se il diverso è musulmano lo si teme ancora di più.

La libera circolazione delle persone dei capitali e delle merci presupposto del benessere globale si è rivelata un’utopia.

La politica europea e quella nazionale è sempre più lontana dai bisogni reali (venti minuti di telegiornale in Italia per discutere della scissione del PD). Per favore Dio salvi la Regina ma non questo PD.

Mentre è giusto e comprensibile vivere l’angoscia dell’attimo non è utile e salutare rimanere per lungo tempo in uno stato di perenne afflizione come sottilmente deduco nei messaggi di molti giovani.

Dietro ridenti foto postate sui social spesso si vive un profondo disagio.

Dall’altra parte riscontro una solidarietà creativa in crescita. Si tratta di coloro che in più occasioni si sono dimostrati impavidi incursori in terra straniera, di avere molto cuore per amore patrio, di sostenere i più deboli, di aiutare chi è appena arrivato, di ospitare gli erranti cercatori di stanze in condivisione, di prendere parte di coloro che supplicano la restituzione di un deposit da un avido landlord o che hanno difeso il loro amico da manager schizoparanoide.

La vita lontano da casa non è facile sennò la farebbero tutti per questo voi siete esempio, di sapienza, orgoglio e coraggio; qui facciamo la storia e voi siete gli eroi del nostro tempo!

Avv. Matteo Tarricone – avvocatotarriconelondra.com – Together More.