razzismo

Post Brexit : xenofobia contro immigrati UE.

Boston, Inghilterra, è una città di 67.000 abitanti. . I prodotti agricoli vengono confezionati e venduti nella maggior parte dei supermercati del Regno Unito.
Le prestazioni sono retribuite con il salario minimo, ma il lavoro degli immigrati ha contribuito a trasformare la regione in un grande centro di industria agro-alimentare in Gran Bretagna.
Un recente articolo del New York Times, del 9 luglio, segnala la città Britannica come protagonista dei primi e gravi episodi di xenofobia contro i migranti UE, post Brexit.
Pare che anche prima della Brexit vi fosse un’ostilità latente verso i “nuovi arrivati”, la maggior parte dei quali, sono giunti a Boston dall’Europa centrale e orientale, in base alle norme che consentono ai cittadini dell’Unione Europea di vivere e lavorare in qualsiasi paese che ne fa parte.

Gli immigrati UE sono prevalentemente di nazionalità Romena, Lituana e Polacca.

Ricordiamo che a Boston il 76% degli aventi diritto ha votato a favore dell’uscita dall’Unione Europea.
Boston ha registrato un aumento di sei volte dei residenti nati all’estero 2001-2011, e la popolazione non-britannica sembra essere ulteriormente cresciuta negli ultimi cinque anni come mostrerebbero alcune statistiche ufficiali.
Il rapido afflusso ha messo a dura prova la ricerca di abitazioni, lavoro, polizia, ospedali e scuole per trovare più insegnanti di inglese. A tanto si aggiunge un forte aumento del numero di omicidi e altri reati minori che coinvolgono stranieri, in una città conosciuta come storicamente tranquilla.

Tutto questo ha oltremodo contribuito ad aumentare l’ostilità dei residenti inglesi nei confronti degli Immigrati.

In verità sembrerebbe che in tutta la Gran Bretagna, post Brexit, anche nei confronti di neri, musulmani e asiatici che comunque non erano al centro del dibattito sull’immigrazione europea, siano aumentati gli episodi di xenofobia.
Nell’articolo del pregevole quotidiano vengono segnalate alcune testimonianze che proverebbero il crescente odio razziale in Gran Bretagna.

Eccone alcune:

Monika Baginski, 32 anni, residente a Boston, era in un supermercato e chiacchierava con un amico al telefono della sua nativa Polonia, quando un uomo la seguì lungo il corridoio dicendogli: “Tu sarai presto una straniera”. La donna è rimasta sbalordita. Fino a quel momento, ha riferito: “non ero mai stata bersaglio di abusi”.
Gregory Pacho, polacco-italiano, gestisce una fiorente compagnia di taxi. Per la prima volta dopo 16 anni di vita a Boston ha pensato seriamente di trasferirsi e lasciare la città. Un volantino sul parabrezza della sua auto riportava una scritta: “Devi fare ancora i bagagli?”. Alcuni dei suoi clienti inglesi, con il quale ha scherzato nel corso degli anni, non gli parlano più. In una settimana, ha visto persone che ha conosciuto nel tempo, cambiare improvvisamente atteggiamento nei suoi confronti.
Magdalena Korzeb, 34 anni, si considera mezza bostoniana, avendo lavorato, pagato le tasse e vissuto in questa città per 11 anni con il marito e la figlia di 5 anni. Magdalena, proprietaria del Delight Pub, un bar polacco sulla west street ha detto: “ mi sento discriminata, ora posso chiudere il Bar fare le valigie ed andare via”.

In questo nuovo contesto, alcuni immigrati dicono di aver smesso di parlare la loro lingua madre in pubblico.

Le madri sono nervose e sembrano preoccupate per i loro bambini che sono vittime di bullismo a scuola. I Giovani immigrati dicono di temere discriminazioni su posti di lavoro e sulle ammissioni universitarie.
la casa di una famiglia polacca, a Plymouth è stata data alle fiamme; alla famiglia è stato inviato un messaggio il cui contenuto era: “Torna al tuo paese” unitamente all’ulteriore avvertimento che la famiglia stessa sarebbe stata il prossimo bersaglio.
Ancora prima del caso a Plymouth, in una dichiarazione, l’ambasciata polacca in Gran Bretagna aveva detto: “Siamo scioccati e profondamente preoccupati per i recenti episodi di abusi xenofoba diretti contro la comunità polacca e altri residenti U.K.”.
Tuttavia, In questo insolito contesto, alcuni cittadini di Boston hanno voluto manifestare la loro solidarietà ai loro amici stranieri, lanciando il chiaro messaggio di essere disposti a difenderli da ogni abuso. In un altro caso, pare che un inglese abbia protetto, in strada, una donna polacca sulla quale una persona voleva sputare.
Alcuni manager di industrie alimentari hanno inviato delle e-mail ai propri dipendenti immigrati esprimendo apprezzamento per il loro lavoro e chiedendo di rimanere in UK e di attivarsi per ottenere la cittadinanza britannica.

Questi attacchi hanno scosso molti gli inglesi, che dicono di essere orgogliosi di vivere in una società tollerante, multiculturale.

Sono in molti coloro che hanno chiesto di riflettere e fare un esame di coscienza sui valori britannici di identità che vanno comunque e sempre difesi.
Gli inglesi, come tutti del resto, sono molto confusi sugli effetti che la Brexit avrà sull’immigrazione nonostante tutti cerchino di rassicurare gli immigranti europei riguardo alla circostanza che non dovranno lasciare l’isola.
In ogni caso, come ho già detto altre volte, la trattativa durerà almeno due anni e nel frattempo non vi è alcun ostacolo giuridico per gli immigrati dell’Unione Europea in Gran Bretagna. Ciò posto è abbastanza improbabile che qualcuno venga mandata a casa presto.
Ad ogni modo, è necessario evidenziare, che se la Sterlina dovesse ancora perdere colpi, non saranno gli inglesi a respingere gli immigrati ma saranno quest’ultimi a dover lasciare la Gran Bretagna per ritornare nel continente.
Gli stipendi dei dipendenti delle fabbriche come quelli dei camionisti hanno perso molto valore e potrebbero diventare insufficienti per aiutare le famiglie nel paese di origine.

Avv. Matteo Tarricone – avvocatotarriconelondra – Together More

Fonte NYT:
http://www.nytimes.com/2016/07/10/world/europe/brexit-immigrants-great-britain-eu.html?_r=1